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scolpire la voce

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da mario villani






 

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23 gennaio 2008

Uno scioglilingua per la paglia di Puglia

La gentile Maria, del corso di L'Aquila, ha composto uno scioglilingua per la pronuncia dell'approssimante laterale palatale "gl" che i miei concittadini, in buona compagnia con altri italiani del centro e del sud, hanno qualche difficoltà a pronunciare correttamente. "Aglio" diventa qualcosa di simile a "ajio". E dunque riceviamo e volentieri pubblichiamo, come si suol dire...

CHI PIGLIA LA PAGLIA COL PIGLIO DI PUGLIA
COL PIGLIO DI PUGLIA RACCOGLIE LA PAGLIA

Buon lavoro

18 dicembre 2007

Fonetica delle parole festive

Vabbè... ecco un po' di parole relative alle feste incombenti... vado a caso...

preSèpe o preSèpio; natalìtztzio; abéte; méssa; néve; San GiuSèppe; aSinèllo; dóno; buòne fèste; pastorèlla (eh eh eh); dicèmbre; San Silvèstro; stélla cométa; agnèllo; capitóne; panettóne; laSagna (si fa per dire); strénna; rénna; veglióne; Santo Stéfano; medzdzanòtte; brindiSi; dzampóne; bòtti; sbróndza; mal di tèsta...

Ve ne vengono in mente altre?

17 novembre 2007

Consonanti sorde e sonore

Molte delle consonanti della lingua italiana vanno a coppie. Cioè le loro caratteristiche fonetiche sono assolutamente identiche tranne che per l'intervento delle corde vocali: nella pronuncia delle consonanti sorde le corde vocali non vibrano; al contrario vibrano quando si pronunciano consonanti sonore.
Le cosiddette consonanti "fricative" sono le migliori per tentare l'esperimento: prendete ad esempio le due fricative labiodentali, ovvero "f" e "v". La loro articolazione è identica, con i denti superiori che si appoggiano al labbro inferiore (vedi simpatico disegnino).



Ora provate a pronunciare "f" tenendo una mano sul collo: nessuna vibrazione
Pronunciate ore "v": sentite che differenza?
Le altre coppie sorda/sonora sono "p" e "b"; "t" e "d"; "c" e "g" sia dure che dolci; le due "s", le due "z".
La fricativa palatale "sc" (come in "sciare") non ha in italiano corrispettivo sonoro... ma in alcuni dialetti sì! Provate a far dire "marchigiano" a un... marchigiano! Per la precisione un marchigiano da Ancona in giù :-)

2 ottobre 2007

Una brezza frizzante

In entrambe le parole le "z" sono sonore...
Che ribrezzo, eh? Da veri aguzzini...
Bisognerebbe scapparsene in Amazzonia
Ops... anche in queste altre  parole le "z" sono sonore...

bredzdza
fridzdzante
ribredzdzo
agudzdzini
Amadzdzonia

11 settembre 2007

Un po' di doppie

Ci sono dei fonemi, in italiano standard, che vanno pronunciati sempre doppi, anche se non sono rappresentati da consonanti doppie.
Questi fonemi sono le consonanti palatali "gli", "sc", "gn" e le nostre due zeta
Quindi parole come
- aglio, figlio, coniglio
- pesce, lasciare, ascia, la scena
- bagno, regno, lasagna
- la zampa, lo zio, ozio, azione
- lo zero, bronzo, uno zuzzerellone
vanno pronunciate con i fonemi suddetti raddoppiati.

Appena scopro come allegare un file sonoro a questi post pubblico qualche esempio

Qui in Abruzzo, in provincia di Teramo, c'è un simpatico borgo che si chiama Mosciano
Tutti pronunciano come se fosse Mociano (con la "c" strascicata) mentre la pronuncia corretta è Mossciano con il fonema sc raddoppiato. La cosa bizzarra è che a pochi chilometri c'è Basciano e stavolta tutti lo pronunciano correttamente...

Misteri delle molte varianti di italiano! :-)

6 settembre 2007

Ancora le esse

Un altro problema relativo alla "s" riguarda non la dizione (ortoepia) ma l'articolazione (ortofonia): nella maggior parte del centro-sud, quando la "s" è preceduta da consonante tende ad essere pronunciata come una zeta sorda

Stavolta quando scrivo "z" intendo proprio la zeta sorda (quella di "canzone")

Allora "insieme" diventa "inzieme"; "borsa" diventa "borza"; "il sole" diventa "il zole"

I settentrionali (soprattutto nel nordest) tendono a fare l'opposto: quando c'è una zeta preceduta da consonante la fanno diventare una esse sorda

Per esempio "canzone" diventa "cansone" e "alzare" diventa "alsare"

In Abruzzo ci sono due paesi dal nome simile: Cansano (in provincia dell'Aquila) e Canzano (in provincia di Teramo). Un abruzzese tenderà a pronunciarli tutti e due come "Canzano" mentre un veneto dirà per entrambi "Cansano"

Qui come dicevo non c'è un problema di ortoepia perché non è la scrittura che ci lascia dubbi sulla pronuncia (come nel caso delle "e" o delle "o" o delle esse sorde e sonore) ma è un problema di ortofonia, cioè di sovrappore al sistema fonetico italiano standard il sistema fonetico di un italiano regionale.

Altri approfondimenti in seguito. Ciao.

5 settembre 2007

Le due "esse"

Ecco un altro problema che riguarda la dizione.
In italiano alla lettera "s" corrispondono due suoni diversi: sordo e sonoro
Nel senso che un solo segno grafico indica due suoni distinti e non c'è modo, dalla grafia, di sapere quale dei due suoni vada pronunciato.

Per capirci userò il segno 's' per la esse sorda e il segno 'z' per la esse sonora

La "s" di "sole" ha un suono sordo: sole
La "s" di "sbadigliare" ha un suono sonoro: zbadigliare

Ho proposto due parole che la totalità degli italiani pronuncia in modo corretto.
I problemi riguardano soprattutto le "s" intervocaliche cioè quelle comprese tra due vocali

Ovvero si dice "rosa" o "roza"? Si dice "isola" o "izola"? "casa" o "caza"?
Gli italiani del nord di norma sonorizzano tutte le esse intervocaliche ("roza", "izola", "caza")
Gli italiani del sud di norma non ne sonorizzano nessuna ("rosa", "isola", "casa")

Al centro e in particolare in Toscana il modello è più complesso e dovrebbe essere quello da adottare per un italiano corretto: la maggior parte delle esse intervocaliche sono sonore tranne una nutrita serie di eccezioni.

Attualmente in pratica si consiglia di seguire il modello settentrionale e di sonorizzare sempre le esse intervocaliche, tranne nei nomi composti (tipo "girasole" o "vendesi" che non vanno sonorizzate) e in una manciata di eccezioni (per esempio "preside")

Al possimo giro le "zeta"!

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