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da mario villani






 

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30 aprile 2008

Finalménte onlàin... amalgamiàmoci!

Finalménte le vicissitudini "adiesselline" sóno terminate... méntre ci prepariamo a festeggiare degnaménte il primo maggio pensiamo che sarèbbe bèllo amalgamarci con tutto il móndo... ma... un moménto... "amalgama" è maschile o femminile? Dite e scrivéte "un amalgama" o "un'amalgama"? Fatemi sapére :-)

24 marzo 2008

Aneddoto: quando gli esercizi di voice training sono pericolosi

L'ultima lezione del corso di dizione e voice training in Ascoli Piceno ha avuto un bizzarro finale... Stavamo lavorando su un esercizio di articolazione e intonazione che prevede la rilettura di un brano per dodici volte applicando ogni volta una diversa tecnica di allenamento. Per esempio: lettura lenta ad alta voce, lettura staccata delle sillabe, lettura delle parole accentando l'ultima sillaba, lettura delle sole vocali, lettura a denti stretti, ecc. Ognuno doveva cercarsi un posto tranquillo negli ampi locali dove siamo ospitati ed esercitarsi singolarmente per circa un quarto d'ora. Al termine dell'esercizio ci siamo riuniti nella sala principale per verificare insieme il lavoro. Dopo un po' è entrato un uomo vestito da militare visibilmente scosso che ha cominciato a chiederci se avevamo sentito rumori strani o avevamo visto qualcuno nell'atrio del palazzo (erano circa le nove e mezza di sera)... La moglie del suddetto signore era rimasta terrorizzata perché aveva sentito qualcuno gridare frasi senza senso per (ahem) circa un quarto d'ora nella tromba delle scale e aveva chiamato i carabinieri... pensava a un matto o probabilmente a qualche invasato sacerdote di una setta satanica... invece era un simpatico allievo dalla voce potente che si era messo a fare l'esercizio sulle scale (senza peraltro immaginare che in quel palazzo di uffici ci fosse anche un appartamento)... immaginate la frase detta a denti stretti o solo con le vocali... che effetto... da brividi!

ps: comunque i carabinieri non sono arrivati, almeno nell'ora successiva!

24 marzo 2008

Considerazióni di Pasquétta

I post si sono un po' diradati negli ultimi mesi, ma non a caso. I miei corsi di dizione e voice training, infatti, si tengono generalmente tra ottobre e febbraio proprio perché nel periodo marzo-giugno sono totalmente impegnato con la didattica scolastica: laboratori con i ragazzi, corsi di aggiornamento con gli insegnanti, progetti vari. L'estate, invece, è il periodo degli spettacoli e delle tournée in giro per l'Italia... Se volete conoscere il resto del mio lavoro in campo teatrale, seguite il link al sito della compagnia teatrale "Il Draghetto" o quello della scuola di teatro di strada "A testa in giù". E buona fine di pasquetta :-)

7 marzo 2008

Fresco di stampa: Cento monologhi ben pronunciati

È uscito da poco questo ottimo manuale/repertorio di Corrado Veneziano, docente tra l'altro all'Accademia "Silvio D'Amico" e, a quanto leggo dalla quarta di copertina, tra breve titolare di una trasmissione sulla lingua italiana su RAI 3.
Anche per chi non ha nessuna intenzione di sostenere provini (l'orrore, l'orrore puro...) il repertorio di testi forniti di indicazioni dettagliate sulla pronuncia è una grande risorsa di allenamento per l'ortoepia e l'intonazione.
Veneziano privilegia e sostiene la pronuncia classica di stampo toscano, a differenza di altri autori che sostengono la pronuncia moderna, sicuramente più utile ai non attori (vedi i testi di Canepari in bibliografia) e che anche io consiglio nei miei corsi e in questo blog.
Ma il mondo è bello perché è vario e l'italiano pure.
Godetevi pertanto questa gran messe di testi utilissimi all'allenamento della dizione italiana.




100 monologhi ben pronunciati
di Corrado Veneziano
Gremese Editore 2008
euro 20,00

Dalla quarta di copertina:

Ogni giorno, in Italia, centinaia di persone imparano a memoria un brano di teatro: lo fanno per entrare in un'accademia, per preparare un provino, per una qualsiasi audizione… E sempre, di fronte al testo da recitare (dopo aver letto la trama e ricavato le necessario notizie sull'autore), devono controllare accenti, addolcimenti di alcune consonanti, passaggi sillabici insidiosi e foneticamente complicati. 100 monologhi ben pronunciati risponde a questa precisa esigenza: prendendo lo spunto da brani di varia natura ed epoca il volume evidenzia pronunce aperte e chiuse, raddoppiamenti fonosintattici, suoni dolci, aspri o intensi della lingua italiana. Nell'ampio saggio introduttivo l'autore spiega inoltre le ragioni che sottostanno alla particolare dizione che nel corso dei secoli abbiamo prescelto, con un'attenzione ulteriore verso problemi di prosodia, intonazione, cantilena. Per una pronuncia rigorosa ma allo stesso tempo serena, libera e sicura. Il volume contiene brani ed estratti richiesti nelle prove di ammissione delle più importanti accademie teatrali e cinematografiche italiane.

1 marzo 2008

Primo marzo

Ècco arrivare il méSe di Marzo e con ésso i primi ségni di primavèra... con le bréZZe friZZanti e le piògge inattéSe... il vòstro blòg sulla vóce e la dizióne festéggia florealménte...

19 febbraio 2008

Il DOP online, l'AmaZZonia e le storie teSe

Da qualche tempo è in rete il DOP, lo straclassico "Dizionario d'ortografia e di pronunzia" di Migliorini-Tagliavini-Fiorelli su cui si sono "fatti le ossa" generazioni di attori (ma non sempre) e di speaker televisivi (mhmm... molto meno sempre). In pratica è un dizionario che non contiene le definizioni delle parole ma solo la loro pronuncia e ortografia corrette: a differenza dei normali dizionari contiene anche nomi propri, toponimi, parole straniere, ecc. ecc.

L'aspetto divertente e interessante del DOP online è che, oltre a leggere la trascrizione fonetica come sul DOP cartaceo, potete anche ascoltare le pronunce corrette. Il progetto è ancora solo parziale ma in evoluzione (speriamo).

Mi sembra un'iniziativa eccellente e consiglio di tenere bene in evidenza il link al DOP sul proprio browser web (ahahahhah italiano dove sei?), con un'unica avvertenza che vado di seguito a illustrare.

Il DOP (si capisce anche dal titolo esteso, con quel "pronunzia" che quasi nessun italiano usa praticamente più né nello scritto né tantomeno nel parlato) è un riferimento completo ma un po' datato. Nel senso che dà dei termini solo la pronuncia tradizionale o di stampo toscano, anche quando negli ultimi vent'anni tale pronuncia si è generalmente modificata.

Prendo ad esempio un lettore del mio blog (ciao Alberto) che in un commento alle zeta sonore mi scrive di "non essere d'accordo" sulla pronuncia sonora delle zeta di "AmaZZonia" e dice che lui pronuncia "Amazzonia" con le zeta sorde.
Ora è certo che la maggior parte degli italiani dice "Amazzonia" con la zeta sorda, ma è altrettanto certo che la norma tradizionale dell'italiano richiede la zeta sonora.

Se infatti andate sul DOP leggete e sentite parlare solo di una bella AmaZZonia...
Se invece andate a guardare sul DIPI, il dizionario di Canepari che vi ho consigliato in bibliografia, trovate entrambe le pronunce con l'avvertenza che "Amazzonia" è la versione più moderna e usata, mentre "AmaZZonia" è la versione tradizionale.

A questo punto potete scegliere in piena coscienza quale versione utilizzare!

Personalmente ho imparato a suo tempo a dire AmaZZonia e continuo così, in compagnia di Elio nei suoi immortali versi: "Vattene Amèdeo, perché mi ti avvinghi? Tanto anche biondo non sei uguale a Stinghi: lui fa i concerti per l'AmaZZonia, tu la mazzonia la vuoi dare a meeeee!"

Notare come il Poeta dica tradizionalmente "l'AmaZZonia" con le sonore ma "la mazzonia" con le sorde.

Comunque il DOP online lo trovate qui: http://www.dizionario.rai.it/
Invece il testo completo dei versi immortali di EELST è (tra gli altri posti) qui: http://www.forla.net/monociglione/vattene.htm

5 febbraio 2008

L'ultimo giórno di Carnevale

Martedì Grasso è l'ultimo giórno di Carnevale... ècco qualche paròla accóncia all'occaSióne.

fèsta, schértzi, stélle filanti, travestiménti, muSica, carri allegòrici, Viaréggio, Venètztzia, Pantalóne, Pulcinèlla, Stenterèllo, Balantzóne, Brighèlla, tzéppole, dólci fritti, dantze... e, infine... le Céneri e la QuaréSima...

PS. Dice il mio vocabolario nomenclatore di Palmiro Premoli che il giovedì grasso si chiama anche Berlingaccio e il penultimo giorno di Carnevale (ovvero lunedì grasso?) Berlingaccino... e il martedì? Da una ricerca in rete mi par di capire che il termine sia in uso a Firenze... qualcuno ne sa di più? Fateci sapere



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30 gennaio 2008

Primo sguardo ai dialetti

In questo articoletto introduco una prima suddivisione generale dei dialetti italiani, a mo' di orientamento.

- Dialetti settentrionali
Sono suddivisibili in due gruppi distinti: dialetti gallo-italici (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Romagna, punta nord della Toscana, parte del Trentino, Canton Ticino) e dialetti veneti (Veneto, parte della Venezia Giulia). Si situano a nord della cosiddetta linea La Spezia-Rimini comprendendo anche la parte delle Marche a nord di Ancona.

- Dialetti centrali e toscani
È l'area di mezzo, delimitata a nord dalla linea La Spezia-Rimini e a sud da quella Roma-Ancona. Comprende anche il Lazio a sud-est del Tevere, l'Umbria a est del Tevere, l'Aquilano, le Marche centrali. I dialetti toscani e il romanesco vanno considerati a parte.

- Dialetti meridionali
Sono suddivisibili in alto-meridionali e meridionali estremi. Al primo gruppo appartengono le Marche meridionali, la maggior parte del Lazio meridionale, l'Abruzzo senza la zona dell'Aquilano, il Molise, la Campania, la Puglia tranne il Salento, la Lucania, parte della Calabria. Al secondo gruppo appartengono le parlate del Salento, della Calabria meridionale e della Sicilia

Il sardo e il friulano possono essere considerati a parte. Molti sono inclini a considerarle tra le lingue di minoranze etnolinguistiche parlate in Italia, insieme al ladino (alcune valli delle dolomiti), al catalano (Alghero), al franco-provenzale (Valle d'Aosta, zone specifiche di Piemonte e Puglia), all'occitano (in alcune valli del Piemonte e in un paese della Calabria: Guardia Piemontese), ai dialetti tirolesi (Alto Adige, Veneto, Friuli), all'alemannico (i Walser in Valle d'Aosta e Piemonte), al cimbrico (Trentino e Veneto), allo sloveno (Friuli), al croato (Molise), all'albanse (alcuni comuni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Pugia e Sicilia), ai dialetti greci (Puglia e Calabria) e alle lingue zingariche (Sinti al nord e Rom al centrosud).


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permalink | inviato da scolpirelavoce il 30/1/2008 alle 19:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

23 gennaio 2008

Uno scioglilingua per la paglia di Puglia

La gentile Maria, del corso di L'Aquila, ha composto uno scioglilingua per la pronuncia dell'approssimante laterale palatale "gl" che i miei concittadini, in buona compagnia con altri italiani del centro e del sud, hanno qualche difficoltà a pronunciare correttamente. "Aglio" diventa qualcosa di simile a "ajio". E dunque riceviamo e volentieri pubblichiamo, come si suol dire...

CHI PIGLIA LA PAGLIA COL PIGLIO DI PUGLIA
COL PIGLIO DI PUGLIA RACCOGLIE LA PAGLIA

Buon lavoro

20 gennaio 2008

Di carità délla gènte, di dèi e filòSofi sórdi...

Scrive Roberta:
"Houston, abbiamo un problema. Con i nomi dei filosofi greci e compagnia.
I professori scelgono la pronuncia che secondo loro suona meglio e gli studenti poverini la prendono per buona.
Dopo essere fuggita da diverse scuole ed aver sentito un po' di tutto mi sorge qualche dubbio...
Come comportarsi quando bisogna nominare gente tipo Archiloco, Talete, Anassimene, Crotone, Epicarmo, Filolao, Archita, Alcmeone, Eraclito, Senofane che nacque a Colofone, Empedocle, Anassagora, Gorgia, Prodico, Elide, Trasimaco, Callicle, Ecateo, Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane...??? Aiuuuto!!!"

Direi che in alcuni casi sia il vecchio problema della pronuncia "alla greca" o "alla latina".
Vediamo cosa ne dice il DOP (Dizionario di Ortografia e Pronuncia della RAI)
Archìloco, Talète, Anassìmene (greca) o Anassimène (latina), Crotóne (topònimo), Epicàrmo, Filolào, Archìta, Alcmeóne (in Dante: Almeóne), Eràclito (greca) o Eraclìto (latina), Senòfane di Colofóne, Empèdocle, Anassàgora, Gòrgia, Pròdico (il presidèntico del consìglico), Èlide (topònimo), TraSìmaco (che non veniva dal TraSimèno), Càllicle, Ecatèo, Èschilo, Sòfocle, Eurìpide (eschilo eschilo che qui si sofocle... ecc.), Aristòfane...

Houston, Houston... (hiùuston, hiùuston) vi abbiamo dato una mano? ;-)

15 gennaio 2008

Iniziato oggi il corso ad Ascoli Piceno

Oggi è iniziato ad Ascoli Piceno il corso di dizione e voice training che proseguirà per dieci settimane. Sta per terminare invece il corso a L'Aquila e si trova poco oltre metà quello di Martinsicuro. Buon lavoro a tutti!

6 gennaio 2008

Avviamento alla fonetica

Buon anno a tutti. Ecco per iniziare bene un libro prezioso di Luciano Canepari, professore di Fonetica e fonologia all'Università di Venezia. Un libro rigorosissimo ma anche molto pratico e, udite udite, divertente! Di Canepari ho segnalato in bibliografia anche il Mapi e il Dipi.



Luciano Canepari
Avviamento alla fonetica
Piccola Biblioteca Einaudi
euro 17,50

18 dicembre 2007

Fonetica delle parole festive

Vabbè... ecco un po' di parole relative alle feste incombenti... vado a caso...

preSèpe o preSèpio; natalìtztzio; abéte; méssa; néve; San GiuSèppe; aSinèllo; dóno; buòne fèste; pastorèlla (eh eh eh); dicèmbre; San Silvèstro; stélla cométa; agnèllo; capitóne; panettóne; laSagna (si fa per dire); strénna; rénna; veglióne; Santo Stéfano; medzdzanòtte; brindiSi; dzampóne; bòtti; sbróndza; mal di tèsta...

Ve ne vengono in mente altre?

2 dicembre 2007

E già che ci siamo, diamo i numeri

Dópo i méSi, ècco un po' di numeri, ma sólo quélli cón problèmi :-)

tré
sèi
sètte
òtto
nòve
dièci
dódici
trédici
quattórdici
sédici
diciassètte
diciòtto
diciannòve
vénti
ventitré
ventisèi
ventisètte
ventòtto
ventinòve
trénta

e così via...


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1 dicembre 2007

Dicèmbre e i suoi colleghi...

È arrivato dicèmbre e ne approfitto per ricordarvi cóme vanno pronunciati in italiano nèutro i nómi déi dódici méSi.

- Abbiamo gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio... e fin qui non c'è nessun problèma di ortoepia, visto che le sillabe tòniche sóno tutte in "a", "i" e "u"...
- A parte "marzo" che ha una zéta sórda: "martzo" (gratzie èugy)

- Ma gli ultimi cinque méSi sóno tutti da controllare:
agósto
settèmbre
ottóbre
novèmbre
dicèmbre

Tutto a pósto?

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