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scolpire la voce

è un corso di dizione online
collegato al lavoro di
mario villani
regista, attore e voice trainer

è il blog del sito
www.corsodidizione.it

contiene collegamenti a siti sulla voce,
esercizi, giochi, notizie

è anche il supporto in rete
dei corsi e dei seminari
di dizione, voice training e recitazione
tenuti a l'aquila e a teramo
da mario villani






 

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Diario
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13 dicembre 2008

Il sonetto monovocalico accentato

Ecco la versione accentata del sonetto di Varaldo.
Buon allenamento!

Nél méntre ch'è trentènne, l'Eccellènte
(nélle Lèttere règge, è légge, splènde)
bèn nél vèntre terrèstre sé né scénde:
ènte perènne, sède dél Fetènte.

C'è gènte grève, erède dél Serpènte
che frème é gème pér venèree mènde,
ché féce pècche bécere é tremènde,
ché pèrse féde e spème é sé né pènte.

Cénere, sélve, bélve, péce, séte,
é fèbbre, vèspe, néve... péne etèrne,
é tènebre pér sèmpre, sé entreréte!

Emèrger prème nélle bréZZe vèrne,
tènder testé vér bèlle estrème mète,
néll'ètere vedér lé stélle estèrne...

Per chi ci segue da poco rimando ai precedenti post sulle vocali
e ricordo:
"è" = "e" aperta (bène, caffè, èh?, cammèllo)
"é" = "e" chiusa (méntre, tré, perché, scémo)
"Z" = "z" sonora (Zorro, Zabaione, aZZurro)

12 dicembre 2008

Una esercizio di lettura dedicato alle "e"

Questo è un sonetto monovocalico in "e" scritto da Giuseppe Varaldo nel suo pregevolissimo e ahimè fuori catalogo libretto ALL'ALBA SHAHRAZAD ANDRÀ AMMAZZATA (Capolavori in sonetti monovocalici. Vallardi, 1993).

Il sonetto che vi trascrivo è dedicato all'Inferno di Dante ed è composto utilizzando solo parole con la lettera "e" (da cui la definizione "monovocalico")

Esercitatevi a pronunciare le parole utilizzando le giuste "e" (aperte e chiuse)
La versione accentata sul prossimo post!

Nel mentre ch'è trentenne, l'Eccellente
(nelle Lettere regge, è legge, splende)
ben nel ventre terrestre se ne scende:
ente perenne, sede del Fetente.

C'è gente greve, erede del Serpente
che freme e geme per veneree mende,
che fece pecche becere e tremende,
che perse fede e speme e se ne pente.

Cenere, selve, belve, pece, sete,
e febbre, vespe, neve... pene eterne,
e tenebre per sempre, se entrerete!

Emerger preme nelle brezze verne,
tender testé ver belle estreme mete,
nell'etere veder le stelle esterne...

Oltre a essere un gran bel sonetto è anche un gran bell'esercizio di dizione e di articolazione!

7 marzo 2008

Fresco di stampa: Cento monologhi ben pronunciati

È uscito da poco questo ottimo manuale/repertorio di Corrado Veneziano, docente tra l'altro all'Accademia "Silvio D'Amico" e, a quanto leggo dalla quarta di copertina, tra breve titolare di una trasmissione sulla lingua italiana su RAI 3.
Anche per chi non ha nessuna intenzione di sostenere provini (l'orrore, l'orrore puro...) il repertorio di testi forniti di indicazioni dettagliate sulla pronuncia è una grande risorsa di allenamento per l'ortoepia e l'intonazione.
Veneziano privilegia e sostiene la pronuncia classica di stampo toscano, a differenza di altri autori che sostengono la pronuncia moderna, sicuramente più utile ai non attori (vedi i testi di Canepari in bibliografia) e che anche io consiglio nei miei corsi e in questo blog.
Ma il mondo è bello perché è vario e l'italiano pure.
Godetevi pertanto questa gran messe di testi utilissimi all'allenamento della dizione italiana.




100 monologhi ben pronunciati
di Corrado Veneziano
Gremese Editore 2008
euro 20,00

Dalla quarta di copertina:

Ogni giorno, in Italia, centinaia di persone imparano a memoria un brano di teatro: lo fanno per entrare in un'accademia, per preparare un provino, per una qualsiasi audizione… E sempre, di fronte al testo da recitare (dopo aver letto la trama e ricavato le necessario notizie sull'autore), devono controllare accenti, addolcimenti di alcune consonanti, passaggi sillabici insidiosi e foneticamente complicati. 100 monologhi ben pronunciati risponde a questa precisa esigenza: prendendo lo spunto da brani di varia natura ed epoca il volume evidenzia pronunce aperte e chiuse, raddoppiamenti fonosintattici, suoni dolci, aspri o intensi della lingua italiana. Nell'ampio saggio introduttivo l'autore spiega inoltre le ragioni che sottostanno alla particolare dizione che nel corso dei secoli abbiamo prescelto, con un'attenzione ulteriore verso problemi di prosodia, intonazione, cantilena. Per una pronuncia rigorosa ma allo stesso tempo serena, libera e sicura. Il volume contiene brani ed estratti richiesti nelle prove di ammissione delle più importanti accademie teatrali e cinematografiche italiane.

1 marzo 2008

Primo marzo

Ècco arrivare il méSe di Marzo e con ésso i primi ségni di primavèra... con le bréZZe friZZanti e le piògge inattéSe... il vòstro blòg sulla vóce e la dizióne festéggia florealménte...

25 gennaio 2008

È iniziata oggi la Scuola di Arti e Teatro di Strada

Ci sarà anche un corso di voice training per gli allievi della Scuola triennale di Arti e Teatro di Strada "A Testa in Giù". I corsi sono iniziati oggi a L'Aquila con la lezione di giocoleria e acrobalance tenuta da Germano Colì. Domani contact improvisation, acrobatica, combattimento scenico; domenica arteterapia, voice training, costruzione di pupazzi.

qui c'è il blog con qualche foto

qui c'è il sito di A Testa in Giù

15 gennaio 2008

Iniziato oggi il corso ad Ascoli Piceno

Oggi è iniziato ad Ascoli Piceno il corso di dizione e voice training che proseguirà per dieci settimane. Sta per terminare invece il corso a L'Aquila e si trova poco oltre metà quello di Martinsicuro. Buon lavoro a tutti!

6 gennaio 2008

Avviamento alla fonetica

Buon anno a tutti. Ecco per iniziare bene un libro prezioso di Luciano Canepari, professore di Fonetica e fonologia all'Università di Venezia. Un libro rigorosissimo ma anche molto pratico e, udite udite, divertente! Di Canepari ho segnalato in bibliografia anche il Mapi e il Dipi.



Luciano Canepari
Avviamento alla fonetica
Piccola Biblioteca Einaudi
euro 17,50

18 dicembre 2007

Fonetica delle parole festive

Vabbè... ecco un po' di parole relative alle feste incombenti... vado a caso...

preSèpe o preSèpio; natalìtztzio; abéte; méssa; néve; San GiuSèppe; aSinèllo; dóno; buòne fèste; pastorèlla (eh eh eh); dicèmbre; San Silvèstro; stélla cométa; agnèllo; capitóne; panettóne; laSagna (si fa per dire); strénna; rénna; veglióne; Santo Stéfano; medzdzanòtte; brindiSi; dzampóne; bòtti; sbróndza; mal di tèsta...

Ve ne vengono in mente altre?

28 novembre 2007

Ma lo sapete come sono fatte le corde vocali?

Se provate a chiedere a qualcuno di disegnare le corde vocali e di farvi vedere dove pensano che si trovino, i risultati possono essere davvero imprevedibili... alcuni pensano che siano tipo le corde della chitarra, altri le mettono per lungo nella gola, altri ancora dicono "eh?" e così via. In realtà sarebbe meglio chiamarle "pliche vocali" nel senso di pieghe, perché sono proprio due pieghe di tessuto muscolare coperte di mucosa (bleah!).
Qui trovate una definizione e altre infos: it.wikipedia.org/wiki/Corde_vocali

Qui di seguito invece vi metto due belle fotine disgustose...
Ecco a voi le corde vocali come non le avete mai viste :-)




Nella prima foto state semplicemente respirando... (le pliche non vibrano)
Nella seconda invece state emettendo un qualche suono (le pliche vibrano)


27 novembre 2007

Lavóro, lavóro, lavóro...

Ahimè ógni tanto passa un'intéra settimana prima che io rièsca ad aggiornare il blòg... Da un lato quésto è un ségno poSitivo perché vuòl dire che stò lavorando mólto; d'altro canto mi spiace interrómpere il filo dei pòst... ah! idèa... scriverò qualche paròla a caSo indicandone però la corrètta pronuncia... coSì coglierò due piccióni con una fava! Ortoepìa meraviglióSa...

PS: è = "e" aperta; é = "e" chiusa; ò = "o" aperta; ó = "o" chiusa; S = "s" sonora

PPS: per indicare le "s" sonòre séguo la règola di pronuncia modèrna e nón quélla classica (quésto discórso sarà approfondito in un pròssimo pòst)

17 novembre 2007

Consonanti sorde e sonore

Molte delle consonanti della lingua italiana vanno a coppie. Cioè le loro caratteristiche fonetiche sono assolutamente identiche tranne che per l'intervento delle corde vocali: nella pronuncia delle consonanti sorde le corde vocali non vibrano; al contrario vibrano quando si pronunciano consonanti sonore.
Le cosiddette consonanti "fricative" sono le migliori per tentare l'esperimento: prendete ad esempio le due fricative labiodentali, ovvero "f" e "v". La loro articolazione è identica, con i denti superiori che si appoggiano al labbro inferiore (vedi simpatico disegnino).



Ora provate a pronunciare "f" tenendo una mano sul collo: nessuna vibrazione
Pronunciate ore "v": sentite che differenza?
Le altre coppie sorda/sonora sono "p" e "b"; "t" e "d"; "c" e "g" sia dure che dolci; le due "s", le due "z".
La fricativa palatale "sc" (come in "sciare") non ha in italiano corrispettivo sonoro... ma in alcuni dialetti sì! Provate a far dire "marchigiano" a un... marchigiano! Per la precisione un marchigiano da Ancona in giù :-)

13 novembre 2007

Esercizi di pronuncia

Walter Peraro
ESERCIZI DI PRONUNCIA
Dino Audino 2004

Un manuale molto utile pieno di esercizi e letture.
I testi sono costruiti per essere utilizzati nello studio di diversi aspetti
della fonetica: vocali, consonanti, accenti fonici e tonici, ecc.
Diversi sono anche i gradi di difficoltà.
Nella parte finale una serie di utili elenchi e dizionari ortoepici.
Un ottimo strumento per chi lavora sulla voce.





8 novembre 2007

Stasera prima lezione a Martinsicuro

Dopo la presentazione di due settimane fa, questa sera alle 21.00 a Martinsicuro (TE) in via Venezia 37 c'è la prima lezione del corso di dizione e voice training. Gli amici abruzzesi e marchigiani che vogliano intervenire anche solo a titolo informativo saranno graditissimi.

7 novembre 2007

Débiti formatìvi in educazióne

Mi ha scritto Michele in un commento al post sulle frasi fonetiche, riferendosi alla frase "Bestia, metti un freno ai debiti":

"Almeno invia delle informazioni corrette, hai scritto che tutte le parole di quelle frasi hanno la é chiusa: dèbiti ad esempio ha la è aperta!!!! Controlla sul dizionario, forse è meglio"

Ora non so cosa su internet spinga le persone a usare toni così scarsamente gentili e rispettosi del lavoro degli altri, ma, a parte questo, è sempre possibile sbagliarsi quando si ha a che fare con la fonetica e la pronuncia dell'italiano. Consiglio sempre, in caso di dubbi, di consultare il dizionario: io stesso nelle lezioni ho sempre con me il fedele DIPI (vedi bibliografia) e non mi vergogno certo di consultarlo al primo accenno di dubbio.
In questo caso però dubbi non ce ne sono: débito si pronuncia con la "é" chiusa!

Comunque ecco la mia risposta al simpatico lettore:

"Ciao Michele, è sempre bello incontrare persone educate e gentili su internet.
Non so di quale dizionario ti servi, ma ti assicuro che débito si scrive con la é chiusa in italiano (nel tuo dialetto non so), anche perché deriva dal latino debitu(m) con la"e" lunga.
Ho comunque, per scrupolo e perché a volte capita di sbagliare, consultato il DOP (dizionario di ortografia e di pronuncia), il DIPI (vedi bibliografia), lo Zingarelli, il Devoto-Oli e il Treccani...
Tu in quale bizzarro dizionario hai trovato dèbito?
Leggiti anche un qualche manuale di buone maniere, forse è meglio :-) Ciao"



4 novembre 2007

Mózzo, ungi quel mòzzo

Per Francesco e per tutti gli altri interessati a vicende di ruote e navigazione:

Ahimé il mozzo della ruota si legge mòdzdzo
mentre quello della nave è il più familiare mótztzo

Lo so, è dura, ma così è la vita! ;-)

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