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è il blog del sito
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tenuti a l'aquila e a teramo
da mario villani






 

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30 settembre 2007

Evaporando

Sempre a proposito di accenti tonici...
Ma lo sapete che il verbo "evaporare" si dovrebbe pronunciare in modo diverso da come poi lo pronunciano tutti? Cioè piano e non sdrucciolo.

Ovvero:
Io evapóro, tu evapóri, egli evapóra... essi evapórano

Questa è la corretta pronuncia etimologica, seguendo il latino
evaporare da vapor, vaporis

Aldo Gabrielli nel libro che ho citato qualche tempo fa se la prende moltissimo con i dizionari che non sottolineano come la pronuncia più comune "evàporo" sia errata...

Che dire... l'italiano, come ripetiamo sempre, è lingua viva e mutevole...
e l'uso alla fine fa la regola

Ma se volete dare al vostro eloquio un tocco ricercato...
lasciate pure che l'acqua evapóri! :-)

24 settembre 2007

Luna sulla Luna a Lugano

E se mercoledì 26 siete dalle parti di Lugano, la compagnia Il Draghetto presenta il suo storico spettacolo per bambini "Luna sulla Luna" presso il teatro Studio Foce alle 16.00

Per chi è interessato agli usi particolari della voce, durante questo spettacolo interpreto le voci di sette personaggi diversi (pupazzi e burattini soprattutto), con un dialogo finale tra il mitico lupo Ugo e la perfida strega Melanzana in cui applico alcune tecniche vocali interessanti.

A risentirci al ritorno in sede




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21 settembre 2007

Vénti vènti (ovvero capitóni coraggiosi)

- Capitano, capitano... Ci sono i Monsoni!
- Uccideteli!
- Ma, capitano... sono venti...
- Fossero anche trenta, uccideteli tutti




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20 settembre 2007

Inizia il corso a L'Aquila

Il 5 ottobre alle 19.30 presso il Teatro Dedalus a L'Aquila c'è la presentazione del mio nuovo corso di dizione e voice training. Si comincia il venerdì successivo.

19 settembre 2007

Il museo degli errori

Aldo Gabrielli
IL MUSEO DEGLI ERRORI
Mondadori 1977

Molto piacevole e sorprendente questa lettura. Gabrielli è equilibrato, garbato ed elegante.
Certo, alcuni suggerimenti del 1977 non vanno più molto bene, con questo italiano che cambia furiosamente!



19 settembre 2007

Di insetti e di esplosivi

La scorsa stagione ho curato la regia di "Darwin delle scimmie" di Giorgio Celli con un gruppo di studenti dell'Università di Teramo. A un certo punto ci siamo imbattuti nelle termiti... avete presente quegli insetti similformica che mangiano tutto, no? Nonostante ci fossero nel gruppo molti studenti di veterinaria, le versioni nella pronuncia erano discordanti: tèrmiti o termìti?

Nell'incredulità generale ho riportato le accentazioni corrette, grazie (oltre al solito vocabolario) a un delizioso libretto di Aldo Gabrielli: "Il museo degli errori".

E quindi:
la tèrmite è il simpatico insetto (dal latino termes, tèrmitis, variante di tarmes, tàrmitis "tarma")
la termìte è il nome commerciale di un composto chimico usato negli esplosivi (dal tedesco Thermit, costruito sul greco thérme, "calore", passato in italiano dal francese thermite)

Occhio agli accenti tonici, gente! :-)

17 settembre 2007

Accento tonico delle mie brame

Ecco la chiave del test sull'accento tonico del precedente post.
Se ne avete azzeccati da quindici a venti non siete messi male :-)

àbrogo e non abrògo
aeròdromo e non aerodròmo
àlacre e non alàcre
amàca e non àmaca
appendìce e non appèndice
baùle e non bàule
bocciòlo e non bòcciolo
cadùco e non càduco
constàto e non cònstato
cosmopolìta e non cosmopòlita
devìo e non dèvio
edìle e non èdile
Friùli e non Frìuli
guaìna e non guàina
incàvo e non ìncavo
mollìca e non mòllica
monòlito e non monolìto
persuadére e non persuàdere
regìme e non règime (checché ne dicano gli ingegnèri!)
zaffìro e non zàffiro

14 settembre 2007

Un piccolo test...

Oltre ai problemi relativi alle "e", alle "o", alle esse e alle zeta, un altro aspetto interessante dell'ortoepia è quello riguardante l'accento tonico. Cioè quell'accento che ci indica quale delle sillabe di una parola va accentuata: "àncora" ha l'accento tonico sulla terzultima (in questo caso anche prima) sillaba; "ancóra" ha l'accento tonico sulla penultima (ovvero la seconda).

Ecco un piccolo test per chi ha voglia di controllare le proprie conoscenze. Sono venti coppie di parole, ma solo una è giusta... Naturalmente non vale andare a guardare sul vocabolario :-)

àbrogo o abrògo?
aeròdromo o aerodròmo?
àlacre o alàcre?
àmaca o amàca?
appèndice o appendìce?
bàule o baùle?
bòcciolo o bocciòlo?
càduco o cadùco?
cònstato o constàto?
cosmopòlita o cosmopolìta?
dèvio o devìo?
èdile o edìle?
Frìuli o Friùli?
guàina o guaìna?
ìncavo o incàvo?
mòllica o mollìca?
monòlito o monolìto?
persuàdere o persuadére?
règime o regìme?
zàffiro o zaffìro?

Alcune vi sembrereanno ovvie e avrete ragione, altre vi sembreranno ovvie e scoprirete di... aver sempre detto sbagliato ;-)

Le soluzioni al prossimo post

13 settembre 2007

Scioglilingua

Ecco qualche scioglilingua da usare negli esercizi di articolazione

- Per quanto tenti di stare attento tanto ti penti e resti scontento
- Tre tozzi di pan secco in tre strette tasche stanno
- Chi seme di senape secca semina sempre seme di senape secca raccoglie
- Sono senza sesto senso

Sono ideali per parlanti tipici del centro-sud che tendono a sonorizzare le occlusive (soprattutto p e t ma anche k: "attendo", scondendo" "imbarare" "anghe") davanti a "n" e "m". A volte anche le "s" tendono a diventare "z" ("il sole" diventa "il zole"). Sempre le esse possono essere "strascicate"... avete presente De Andrè che fa il napoletano in Don Raffae'?




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11 settembre 2007

Un po' di doppie

Ci sono dei fonemi, in italiano standard, che vanno pronunciati sempre doppi, anche se non sono rappresentati da consonanti doppie.
Questi fonemi sono le consonanti palatali "gli", "sc", "gn" e le nostre due zeta
Quindi parole come
- aglio, figlio, coniglio
- pesce, lasciare, ascia, la scena
- bagno, regno, lasagna
- la zampa, lo zio, ozio, azione
- lo zero, bronzo, uno zuzzerellone
vanno pronunciate con i fonemi suddetti raddoppiati.

Appena scopro come allegare un file sonoro a questi post pubblico qualche esempio

Qui in Abruzzo, in provincia di Teramo, c'è un simpatico borgo che si chiama Mosciano
Tutti pronunciano come se fosse Mociano (con la "c" strascicata) mentre la pronuncia corretta è Mossciano con il fonema sc raddoppiato. La cosa bizzarra è che a pochi chilometri c'è Basciano e stavolta tutti lo pronunciano correttamente...

Misteri delle molte varianti di italiano! :-)

10 settembre 2007

Due ottimi testi

Luciano Canepari "Mapi. Manuale di pronuncia italiana" Zanichelli
Luciano Canepari "Dipi. Dizionario di pronuncia italiana" Zanichelli


 




permalink | inviato da scolpirelavoce il 10/9/2007 alle 9:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

10 settembre 2007

E ora qualche zeta

Anche al segno "z" corrispondono sue suoni diversi, uno sordo (cantzone) e uno sonoro (dzorro). Indico con "tz" il suono di zeta sorda e con "dz" il suono di zeta sonora.

Mentre per le esse le indicazioni sono piuttosto semplici, nel caso di zeta siamo in alto mare...
Molte parole che l'ortoepia tradizionale di stampo toscano voleva con la zeta iniziale sorda come "tzio", "tzucchero", "tzappa"... sono ormai largamente pronunciate anche da parlanti colti con la sonora: "dzio", "dzucchero", dzappa".

Si tratta, per le zeta, di lavorare molto con il vocabolario e fare anche delle scelte ragionate sullo stile di pronuncia che si vuole adottare

Qui consiglio la lettura molto interessante del libro di Luciano Canepari "Mapi. Manuale di pronuncia italiana", in particolare il capitolo sule differenze tra pronuncia moderna e tradizionale.




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6 settembre 2007

Ancora le esse

Un altro problema relativo alla "s" riguarda non la dizione (ortoepia) ma l'articolazione (ortofonia): nella maggior parte del centro-sud, quando la "s" è preceduta da consonante tende ad essere pronunciata come una zeta sorda

Stavolta quando scrivo "z" intendo proprio la zeta sorda (quella di "canzone")

Allora "insieme" diventa "inzieme"; "borsa" diventa "borza"; "il sole" diventa "il zole"

I settentrionali (soprattutto nel nordest) tendono a fare l'opposto: quando c'è una zeta preceduta da consonante la fanno diventare una esse sorda

Per esempio "canzone" diventa "cansone" e "alzare" diventa "alsare"

In Abruzzo ci sono due paesi dal nome simile: Cansano (in provincia dell'Aquila) e Canzano (in provincia di Teramo). Un abruzzese tenderà a pronunciarli tutti e due come "Canzano" mentre un veneto dirà per entrambi "Cansano"

Qui come dicevo non c'è un problema di ortoepia perché non è la scrittura che ci lascia dubbi sulla pronuncia (come nel caso delle "e" o delle "o" o delle esse sorde e sonore) ma è un problema di ortofonia, cioè di sovrappore al sistema fonetico italiano standard il sistema fonetico di un italiano regionale.

Altri approfondimenti in seguito. Ciao.

5 settembre 2007

Le due "esse"

Ecco un altro problema che riguarda la dizione.
In italiano alla lettera "s" corrispondono due suoni diversi: sordo e sonoro
Nel senso che un solo segno grafico indica due suoni distinti e non c'è modo, dalla grafia, di sapere quale dei due suoni vada pronunciato.

Per capirci userò il segno 's' per la esse sorda e il segno 'z' per la esse sonora

La "s" di "sole" ha un suono sordo: sole
La "s" di "sbadigliare" ha un suono sonoro: zbadigliare

Ho proposto due parole che la totalità degli italiani pronuncia in modo corretto.
I problemi riguardano soprattutto le "s" intervocaliche cioè quelle comprese tra due vocali

Ovvero si dice "rosa" o "roza"? Si dice "isola" o "izola"? "casa" o "caza"?
Gli italiani del nord di norma sonorizzano tutte le esse intervocaliche ("roza", "izola", "caza")
Gli italiani del sud di norma non ne sonorizzano nessuna ("rosa", "isola", "casa")

Al centro e in particolare in Toscana il modello è più complesso e dovrebbe essere quello da adottare per un italiano corretto: la maggior parte delle esse intervocaliche sono sonore tranne una nutrita serie di eccezioni.

Attualmente in pratica si consiglia di seguire il modello settentrionale e di sonorizzare sempre le esse intervocaliche, tranne nei nomi composti (tipo "girasole" o "vendesi" che non vanno sonorizzate) e in una manciata di eccezioni (per esempio "preside")

Al possimo giro le "zeta"!

4 settembre 2007

le vocali italiane

Le vocali italiane sono sette:
i, é (e chiusa), è (e aperta), a, ò (o aperta), ó (o chiusa), u

Il problema della dizione nasce dal fatto che i segni per indicarle nell'alfabeto sono solo cinque
a, e, i, o, u

E quindi se io scrivo
"La vita è una grande pesca"
non c'è modo di sapere se sto dicendo
"La vita è come un dolce e saporito frutto" oppure
"La vita è una lotteria"

Se invece sto parlando e parlo in modo foneticamente corretto
dirò pèsca nel primo caso (il frutto)
e pésca nel secondo (la lotteria o l'attività del pescare)

Stesso problema per le "s" e le "z" che vedremo in un prossimo post

A presto

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