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Una esercizio di lettura dedicato alle "e"

Questo è un sonetto monovocalico in "e" scritto da Giuseppe Varaldo nel suo pregevolissimo e ahimè fuori catalogo libretto ALL'ALBA SHAHRAZAD ANDRÀ AMMAZZATA (Capolavori in sonetti monovocalici. Vallardi, 1993).

Il sonetto che vi trascrivo è dedicato all'Inferno di Dante ed è composto utilizzando solo parole con la lettera "e" (da cui la definizione "monovocalico")

Esercitatevi a pronunciare le parole utilizzando le giuste "e" (aperte e chiuse)
La versione accentata sul prossimo post!

Nel mentre ch'è trentenne, l'Eccellente
(nelle Lettere regge, è legge, splende)
ben nel ventre terrestre se ne scende:
ente perenne, sede del Fetente.

C'è gente greve, erede del Serpente
che freme e geme per veneree mende,
che fece pecche becere e tremende,
che perse fede e speme e se ne pente.

Cenere, selve, belve, pece, sete,
e febbre, vespe, neve... pene eterne,
e tenebre per sempre, se entrerete!

Emerger preme nelle brezze verne,
tender testé ver belle estreme mete,
nell'etere veder le stelle esterne...

Oltre a essere un gran bel sonetto è anche un gran bell'esercizio di dizione e di articolazione!

Pubblicato il 12/12/2008 alle 10.2 nella rubrica Corso di dizione.

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